18 April 2015 – 27 June 2015
Darren Harvey-Regan
The Erratics
 

Harvey-Regan graduated at the Royal College of Art in London and in the space of a few years has caught the attention of the public and critics. His work has appeared in exhibitions and publications internationally and is part of the permanent photography collection at the Victoria and Albert Museum, London.

Blurring the boundaries between photography and sculpture, Harvey-Regan’s work investigates the relationship between the object and its representation. At the center of his research are continual changes of meaning and definition between a subject – the thing in the world, an image – its photographic representation, and the photographic object – the material photograph itself. “It’s a means of transposing material into other material, adding new meaning or thoughts in the process”, maintains the artist. “I think photographing materials is a way to consider the means of creating meaning, and it’s a tactile process with which I feel involved. Touching and moving and making are my engagement with the world and my art.”

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Darren Harvey-Regan
The Erratics

 Laureatosi al Royal College of Art di Londra, nel giro di pochi anni l’artista conquista l’attenzione di pubblico e critica. Le sue opere entrano a far parte di collezioni internazionali, tra queste anche la collezione permanente del Victoria and Albert Museum di Londra Sfumando i confini tra fotografia e scultura, il lavoro di Harvey-Regan indaga la relazione tra l’oggetto e la sua rappresentazione. Al centro della sua ricerca, continui slittamenti di significato e di definizione tra “soggetto”, un’entità nel mondo, “immagine” la sua rappresentazione fotografica, e “oggetto fotografico”, la fotografia stessa nella sua materialità. “E’ un modo di trasportare materia in altra materia, aggiungendo nuovi significati e pensieri nel corso di questo processo”, sostiene l’artista. “Penso che fotografare i materiali sia un modo per prendere in considerazione le modalità di creazione di significato, è un processo tattile nel quale mi sento coinvolto. Toccare, spostare, creare è il mio impegno con il mondo e con la mia arte.”

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